La mia casa, la mia prigione, la mia patria. La voce di una donna dall'Iran in rivolta

DATA: 2009

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Haleh Esfandiari è nata e cresciuta in Iran, ma vive da tempo negli Stati Uniti. È uno dei massimi esperti di politica internazionale, e in particolare di Medio Oriente. Sua madre e molti dei suoi parenti vivono ancora a Teheran. Alla fine del 2006, come faceva ogni anno, Haleh Esfandiari è tornata a Teheran per vedere sua madre novantatre-enne. Mentre viaggiava in macchina verso l'aeroporto per imbarcarsi sul volo diretto a Vienna, ha subito di una finta rapina. Quando si è rivolta alle autorità per denunciare il furto del passaporto, è stata trattenuta dalla polizia; successivamente per diversi mesi è rimasta in isolamento nel famigerato carcere di Evin a Teheran, con l'accusa di "aver messo in pericolo la sicurezza nazionale attraverso un'attività di propaganda contro il sistema e con un'attività di spionaggio". Ha sopportato gli estenuanti interrogatori dei servizi segreti, che volevano estorcerle false confessioni. È stata liberata grazie alle pressioni internazionali. Attraverso la sua drammatica vicenda personale, Haleh Esfandiari mette a nudo il volto più brutale del regime degli ayatollah. E racconta la drammatica situazione politica del suo paese sull'orlo della guerra civile, e della regione lacerata dalla divisione tra sciiti e sunniti, dal fondamentalismo di al-Qaeda, dalle guerre in Iraq e in Afghanistan, dalla tensione con Israele.

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La Mia Prigione Lyrics: Mai stato in prigione, sono le stesse le sensazioni / Camera mia con pareti più spesse e sai da soli / Camminano in pochi, cattivi modi / Come stampelle, come bretelle per i

La Mia Prigione Marracash ♥ 13784. STROFA 1 Mai stato in prigione, sono le stesse le sensazioni camera mia con le pareti più spesse e si è da soli camminano in pochi, cattivi modi come stampelle, come bretelle per i pantaloni e fugge e corre, il mondo gira e corre sul posto se perdi muori ma ben prima di essere morto

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